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Il nostro ultimo Notiziario
UNA " DIFFICOLTA' MOSTRUOSA" LA GARA DI BIRDWATCHING!!!!
Si illumina fra i boschi il Santuario di Sant'Antonio Abate nel freddo pomeriggio di dicembre. Si accendono le stufe, non da sole naturalmente, il Presidente vigila e le carica con la legna. Il Palatarabuso si prepara ad accogliere i soci che arrivano alla spicciolata con cesti e vassoi che serviranno per la cena. E' il giorno dell'assemblea annuale quando si rinnova, cioè si conferma, il direttivo e si decidono i prossimi programmi. La partecipazione è diligente ma dal momento che nessuno vuol cambiare le cose questa prima parte della riunione sembra un tantino priva di pathos e i presenti si distraggono facilmente sgranocchiando salatini.
Il clou della serata sta per venire, atteso e temuto, come volete. E non parlo della cena che pure ha la sua importanza: parlo del famoso " birding contest " o gara di bird watching, come volete chiamarla. Notate che ho usato i termini inglesi perché nessuno pensi che siamo degli sprovveduti. Sia come sia, la gara si annuncia con l'installazione di uno schermo, la preparazione del computer e la distribuzione di fogli su cui dovremo scrivere le risposte ai vari quesiti. La tensione è palpabile: che cosa ci avranno preparato questa volta Gabriella e Ilario? In quali trappole ci faranno cadere, facendoci perdere anche l'ultima briciola di autostima come birder? Perché le domande, per dirla con l'immortale Fantozzi, sono di " una difficoltà mostruosa ".
Le immagini incominciano a scorrere sullo schermo: vedremo degli uccelli e dovremo identificarli con nome e cognome. Basta la specie? Chiedo. Naturalmente non basta. Con sottile perfidia i due ci presentano all'inizio dei soggetti facili facili, tipo fringuello e simili, tanto che lungo il tavolo si sentono mormorii di soddisfazione e qualche gridolino di trionfo, forse mio. Poi viene il bello. Ecco la foto di un pennuto dall'aria insignificante che ci offre una chiara visione del suo sottocoda e uno scorcio del resto. E chi è costui? Do una sbirciata al foglio del vicino che però ha una pessima scrittura e non riesco a leggere: vedo solo che il nome scritto è molto più lungo di quel che pensavo io. Si procede così; Ilario ha un sorrisetto sornione e soddisfatto e butta là qualche suggerimento giusto per aumentare la confusione dei più. Man mano che si va avanti si infittiscono le consultazioni fra noi: colgo al volo delle soffiate non proprio utili e che si riveleranno errate. Del resto anche le mie non sono meglio. Qualcuno naturalmente annuisce davanti a ogni foto e compila il suo foglio con disinvolta sicurezza: non faccio nomi, tanto li conoscete tutti. Alla fine il mio questionario è un campo di battaglia, pieno di correzioni e di spazi vuoti. Già così è una sconfitta, non parliamo poi di identificare i canti, se non hai l'orecchio di un musicista sei fuori e io sono irrimediabilmente stonata e li confondo senza rimedio. Ilario ritira i fogli, li controlla severamente, poi si procede alla premiazione. I Tarabusi più bravi avranno il loro giusto riconoscimento. E gli altri? Vabbè, cominciamo a mangiare, buon appetito e miglior sorte la prossima volta.
Francesca Siragusa